Quando iniziano i primi problemi di presbiopia, soprattutto in chi ha già bisogno di una correzione per lontano, è naturale desiderare una soluzione semplice:
“Vorrei un solo occhiale con cui fare tutto.”
Le lenti progressive nascono proprio per questo: permettono di vedere da lontano, alle distanze intermedie e da vicino utilizzando un unico paio di occhiali.
Ma è importante partire da un concetto: un occhiale è uno strumento.
E, come accade con qualsiasi strumento, esistono soluzioni molto versatili e altre progettate per svolgere un compito specifico nel modo migliore possibile.
La progressiva è uno strumento polifunzionale
Una buona lente progressiva permette di passare dalla visione da lontano a quella intermedia e da vicino senza cambiare occhiale.
È una comodità enorme nella vita quotidiana.
Ma questa versatilità comporta inevitabilmente dei compromessi: le diverse zone di visione devono convivere all’interno della stessa superficie.
Per utilizzare bene una progressiva, quindi, anche il portatore deve imparare a orientare lo sguardo nelle zone corrette della lente.
Questo non significa che la lente funzioni male. Significa semplicemente che stiamo utilizzando uno strumento progettato per svolgere più funzioni.
Per alcune attività uno strumento dedicato resta imbattibile
Pensiamo alla visione da lontano.
Con un occhiale monofocale per lontano praticamente tutta la superficie della lente è destinata a quella distanza.
Si può guardare la televisione seduti, sdraiati sul divano o con la testa inclinata senza doversi preoccupare di cercare una determinata zona della lente.
Durante la guida, allo stesso modo, basta spostare gli occhi verso gli specchietti laterali mantenendo una visione da lontano su tutta la lente.
Con una progressiva è possibile fare le stesse cose, ma può essere necessario modificare leggermente la posizione della testa o dello sguardo per evitare le zone laterali meno nitide.
Lo stesso vale per la lettura.
Per leggere un libro a una distanza precisa, un buon occhiale monofocale da vicino offre tutto il campo visivo dedicato a quella distanza.
La progressiva permette comunque di leggere, ma bisogna utilizzare la parte inferiore della lente.
Il primo vero ostacolo spesso è il lavoro
Ed è qui che in negozio incontro moltissime delle difficoltà attribuite genericamente alle lenti progressive.
Passiamo una parte enorme della nostra giornata lavorando e, per molte persone, questo significa stare davanti a un computer.
Un monitor viene spesso posizionato frontalmente, a circa 70–80 centimetri, cioè in una distanza intermedia.
Con una progressiva tradizionale quella zona si trova generalmente nella parte centrale della lente e può essere relativamente stretta.
Il risultato è che alcune persone:
- alzano il mento;
- assumono posture innaturali;
- spostano continuamente la testa;
- sentono il bisogno di cercare il punto corretto della lente;
- dopo qualche ora riferiscono affaticamento o tensione cervicale.
E concludono:
“Non riesco a usare le progressive.”
Ma il problema può essere un altro: si sta utilizzando uno strumento polifunzionale per un'attività che richiederebbe uno strumento dedicato.
Per il computer esistono le lenti occupazionali
Per chi lavora molte ore a scrivania esistono lenti progettate specificamente per queste distanze, spesso chiamate occupazionali, office o da ufficio.
Sono costruite per privilegiare:
- distanza del monitor;
- scrivania;
- lettura;
- ambiente circostante entro una certa distanza.
In questo modo la zona intermedia può essere molto più ampia rispetto a quella disponibile in una progressiva tradizionale.
Non sostituiscono necessariamente la progressiva nella vita quotidiana.La completano.
Ed è proprio questo il punto.
Un occhiale per tutto o più strumenti per vedere meglio?
Uso spesso un paragone molto semplice con i clienti.
Pensiamo alle scarpe.
Abbiamo:
- scarpe da ginnastica;
- scarpe da calcio;
- scarpe da ballo;
- scarpe eleganti;
- scarpe impermeabili;
- scarpe con il tacco.
Potremmo scegliere un paio di scarpe sufficientemente versatile e utilizzarlo quasi sempre.
Ma nessuno si stupisce se per correre utilizziamo una scarpa diversa da quella che useremmo per una cerimonia.
E allora la domanda che faccio spesso è:
Se dedichiamo tanta attenzione allo strumento giusto per i nostri piedi, perché dovremmo pretendere che un solo occhiale sia perfetto per qualsiasi attività dei nostri occhi?
E la personalizzazione biometrica?
Qui entra in gioco anche la qualità del progetto.
Una lente progressiva personalizzata può utilizzare un numero maggiore di informazioni sulla persona, sulla montatura e, nelle soluzioni biometriche, anche sulle caratteristiche individuali dell'occhio.
Questo permette di ottimizzare meglio lo spazio disponibile all'interno della lente e adattarne il progetto alle esigenze del portatore.
Ma anche la progressiva tecnologicamente più evoluta resta una lente che deve distribuire lontano, intermedio e vicino nella stessa superficie.
La personalizzazione può ridurre i compromessi.
Non può abolire le leggi dell'ottica.
Ed è proprio per questo che una consulenza corretta dovrebbe partire dalle attività della persona, non semplicemente dalla domanda:
“Qual è la progressiva migliore?”
In conclusione
Molte cattive esperienze con le lenti progressive non nascono necessariamente da una lente sbagliata. A volte nascono da aspettative sbagliate sul tipo di strumento che stiamo utilizzando.
La progressiva è straordinariamente versatile, ma non deve per forza sostituire qualsiasi altro occhiale. A volte la soluzione migliore non è cercare un occhiale che faccia tutto, ma utilizzare lo strumento giusto nel momento giusto.
Da Ottica Punto Vista partiamo proprio da questo principio. Mettiamo a disposizione la nostra esperienza per capire quali strumenti siano davvero più adatti alle attività e alle esigenze di ogni persona. Quando ha senso, utilizziamo le soluzioni più evolute e personalizzate, come le lenti biometriche, per rendere una lente progressiva il più versatile e naturale possibile.
Ma non partiamo dal presupposto che la soluzione più costosa sia automaticamente quella migliore. In molti casi la scelta più corretta è quella che risolve meglio un’esigenza concreta, anche quando significa affiancare alla progressiva un secondo occhiale più specifico per il lavoro, la lettura o altre attività.
Il nostro obiettivo non è quindi vendere “la lente migliore in assoluto”, ma individuare la soluzione più adatta alla persona che abbiamo davanti.
FAQ
Le lenti progressive sono adatte a tutti?
Nella maggior parte dei casi possono essere una soluzione molto comoda, ma non significa che debbano essere l’unico occhiale utilizzato. La scelta dipende dalle attività quotidiane, dalle distanze di lavoro, dalla prescrizione e dalle abitudini visive.
Perché con le progressive al computer posso trovarmi scomodo?
Il monitor si trova spesso a una distanza intermedia, circa 70–80 cm. In una progressiva tradizionale questa zona occupa una parte limitata della lente. Per chi lavora molte ore al computer possono essere più indicate lenti occupazionali o office, progettate proprio per le distanze di lavoro.
Una lente biometrica elimina tutti i compromessi delle progressive?
No. Può aumentare il livello di personalizzazione utilizzando dati individuali dell’occhio e della montatura, con l’obiettivo di rendere la lente più naturale e versatile. Ma resta una lente che deve distribuire lontano, intermedio e vicino sulla stessa superficie .
Se non mi trovo bene con le progressive significa che non fanno per me?
Non necessariamente. Prima va capito dove nasce il problema: prescrizione, centratura, regolazione della montatura, progetto della lente oppure utilizzo in un’attività per cui sarebbe più adatto un occhiale specifico.
È meglio avere una sola progressiva o più occhiali?
Dipende dalle esigenze. Per molte persone la progressiva è l’occhiale principale soprattutto oggi grazie alla tecnologia biometrica le lenti offrono un buon compromesso e permetono alla maggior parte delle persone di fare agevolmente tutto con un solo occhiale , mentre per altri un secondo occhiale dedicato può offrire maggiore comfort in attività specifiche come computer magari inserito i postazioni di lavoro particolari, lettura prolungata o altre distanze precise.
La lente più costosa è sempre la scelta migliore?
No. Il costo può aumentare con personalizzazione, tecnologia, materiali e trattamenti, ma la soluzione migliore è quella più adatta alle reali esigenze della persona. Da Ottica Punto Vista il punto di partenza è proprio capire quale strumento visivo abbia più senso utilizzare.
Autore:
Cristian Garola – Ottico, Ottica Punto Vista Porto Mantovano
Aggiornato il:
3 settembre 2026
Contenuto informativo: non sostituisce la visita medica oculistica.








